L'ESPERTO RISPONDE

 

La Metrologia Legale è, all'atto pratico, un insieme di attività a carattere preventivo o repressivo, volte a tutelare la fede pubblica nell'ambito di una svariata serie di strumenti tecnici di uso comune, quali le bilance, i distributori di carburante, le misure lineari ecc....
Le modalità di intervento sono normalmente appannaggio dello Stato o sotto il suo controllo attraverso Enti locali o istituti, a volte anche privati, a vario titolo autorizzati ad intervenire in specifici campi. In questa breve introduzione non scenderò in disamine dettagliate, essendo l'approfondimento lo scopo delle risposte ai vari quesiti che potranno pervenire ed ai quali pertanto si rimanda. Voglio solo sottolineare, come potrà valutare chi avrà la cortesia di partecipare alle problematiche che saranno sollevate in questo consesso, come queste siano di grande interesse tecnico ma anche di forte impatto sociale, basti pensare che la maggior parte del PIL in una qualunque delle sue fasi viene comunque ad essere soggetto alla misura legale.
Mi si consentirà, infine, accanto a spiegazioni di natura tecnica o amministrativa di fare digressioni in merito di natura storica o volte ad alleggerire la materia da una eccessiva seriosità.
Buon Proseguimento.

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DOMANDE

1. Che cosa specifica la normativa CEE, Classe di precisione II per i flessometri?
Mittente: Roberto Burini

Risposte dell'ispettore

1. Le normative di riferimento per le misure lineari cosidette materializzate sono le direttive CEE 73/362 e 78/629 di cui al D.P.R. 23/08/1982 n. 864. Le classi di precisione, come è intuitivo, classificano tutte le misure lineari, non solo i flessometri, in categorie di maggiore o minore "precisione" (il termine non è scientificamente corretto, ma essendo intuitivo nell'uso comune, lo utilizziamo). Le classi considerate sono tre: I, II , III, dette, manco a dirlo, prima, seconda e terza. La valutazione che si effetta ai fini di discriminare l'appartenenza ad una delle classi è quella dell'errore sulla lunghezza nominale (ovvero, per definizione, l'errore tra il primo ed ultimo tratto). Ma non solo, l'errore deve in realtà restare costante, entro definite tolleranze, fra due tratti qualsiasi non consecutivi. Tale occorrenza è evidentemente funzionale a non approvare strumenti che pur di lunghezza nominale corretta, siano poi al loro interno fatti a "fisarmonica". Lo strumento matematico per il calcolo dell'errore massimo tollerato è la formula: (E = a + bL) mm , che altro non è che l'equazione di una retta, con L valore di lunghezza della misura lineare esaminata, arrotondata per eccesso al metro superiore, nel caso di valori nominali intermedi. "E" è ovviamente l'errore valutando da parte dell'esaminatore, ed "a" e "b" sono coefficienti fissi proprio in base ai quali definiamo l'appartenenza ad una delle classi suddette sulla base della tabella seguente:       

classe di precisione        a            b
                        I                     0,1         0,1
                       II                     0,3         0,2
                      III                     0,6         0,4
Essendo il valore della tolleranza sia in più che in meno, in realtà la formula considerata è una funzione valore assoluto che messa in grafico fornisce una curva fatta come un angolo, che i parametri "a" e "b" rendono più o meno aperto. Dal che si deduce come la I, più acuta, sia anche la più "precisa" e via discorrendo. In definitiva, sul piano operativo, dal confronto fra la misura esaminata con una misura lineare campione, effettuato un numero di volte statisticamente significativo, otteniamo una serie di dati sperimentali che linearizziamo in grafico e confrontiamo con le rette teoriche (gli "angoli" di cui sopra) (o con i valori teorici dell'errore massimo tollerato, il che è lo stesso) ed ascriviamo la misura lineare alla classe di precisione teorica che risulti uguale, o immediatamente inferiore, a quella ottenuta sperimentalmente (ovvero, nel caso del grafico, alla classe di precisione identificata dall' "angolo"che risulti contenere compiutamente la retta sperimentale). Ovviamente tale procedura si segue durante la fase di approvazione dello strumento (approvazione di modello). A strumento approvato tutti i modelli costruiti recheranno la classe di precisione di appartenenza e sarà poi compito della fase di verifica prima in fabbrica verificare che i singoli pezzi siano effettivamente entro le tolleranze dichiarate tramite l'apposizione del fatidico I, II o III. Ma questa è un'altra storia...